Icone russe a Palmanova, ultimi giorni


Il Friuli Venezia Giulia conserva dei tesori inestimabili, in genere poco conosciuti. Palmanova è tra questo ed è entrata da circa un anno nel novero dei patrimoni dell’umanità Unesco, cui appartengono già Cividale e Aquileia, altre magnifiche cittadine di questa regione di confine. Palmanova, straordinaria città fortificata a forma di stella a nove punte, incarna quel sogno di “città ideale” che costituì uno dei leit motiv dell’architettura e dell’urbanistica tardorinascimentale.
Costruita dai Veneziani alla fine del XVI sec. per fronteggiare le temibili invasioni dei Turchi ( ma soprattutto per arginare le mire egemoniche dell’Impero austroungarico) è veramente un caso raro ed emblematico. Una fortezza inespugnabile, perfetta nella sua simmetria architettonica e nella sua efficienza bellica: questa fu l’idea intorno a cui nacque il progetto di Palmanova, un’idea che si concretizzò nel giro di soli 19 anni, grazie al lavoro massacrante delle maestranze, che a volte lavorarono in turni di oltre quattromila operai. A idearne la pianta stellata fu Giulio Savorgnan, sovrintendente all’Ufficio delle fortificazioni di Venezia; Vincenzo Scamozzi (uno dei più insigni architetti del ’500) ne disegnò, all’inizio del ’ 600, i bastioni e le tre monumentali porte d’accesso. Palmanova fu ulteriormente – e magnificamente – rafforzata nelle sue mura di difesa da Napoleone Bonaparte.
Circondata da una triplice cinta di fortificazioni, con una fossa di quasi 4 km, larga in certi punti oltre 30 m, Palmanova conserva ancor oggi l’impianto topografico originario, con strade che convergono a raggiera dalle mura e dai bastioni nella piazza grande centrale, a forma di esagono, su cui si affacciano i palazzi del provveditore generale (ora Municipio), del governatore alle armi, del Monte di pietà, le logge e il Duomo seicentesco. Per accedervi, oggi come un tempo, ci sono tre porte, imponenti e monumentali, al di là del fossato, un tempo pieno d’acqua: porta Aquileia, porta Cividale e porta Udine.Le fortificazioni, con bastioni, camminamenti sotterranei, vecchie caserme, sono visitabili: per visite guidate, rivolgersi al Civico Museo Storico (borgo Udine 4, tel.0432922131), dove sono esposti fra l’altro documenti sulla storia della città e una raccolta di armi. Nel Museo Storico Militare , allestito nel dongione di porta Cividale, viene invece raccontata la storia delle varie guarnigioni che si sono succedute nella fortezza.
Un’occasione per una visita a questo capolavoro di urbanistica militare può essere la visita a una interessante e bella mostra organizzata dal Comune di Palmanova e dalla Fondazione Aquileia, che chiuderà i battenti domenica prossima 25 febbraio che raccoglie nella Polveriera Napoleonica 38 preziose icone provenienti dal Museo d’arte e di cultura russa Andrey Rublev e dal Museo Privato dell’Icona Russa.
a.d.

Fonte: Corriere quotidiano – Icone russe a Palmanova, ultimi giorni