La mostra di Escher a Catania, una selezione inedita e il paesaggista che non ci si aspetta


Le opere di Escher sono infatti molto amate dagli scienziati, logici, matematici e fisici che apprezzano il suo uso razionale di poliedri, distorsioni geometriche ed interpretazioni originali di concetti appartenenti alla scienza, sovente per ottenere effetti paradossali.
Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939) e Giorno e notte (1938). Sono solo alcune delle opere iconiche del genio olandese presentate a Catania fino al 17 settembre al Palazzo della Cultura, città in cui l’artista giunse l’ultima volta nel maggio del 1936 nel suo ideale Grand Tour nella penisola.

Per l’occasione, alle opere emblematiche e ormai presenti nell’immaginario collettivo, è affiancata un’inedita selezione di opere prodotte da Escher durante i vari soggiorni in Sicilia avvenuti tra il 1928 e il 1936 e nel Sud Italia che tanto amava e dove l’artista maturò buona parte di quelle idee e suggestioni che caratterizzano, nel segno della sintesi tra scienza e arte, la sua matura produzione e gli studi sulle forme che lo hanno reso celebre.

Ciò che fortemente lo appassionava era la ricerca di luoghi eccentrici, solitari e sperduti, scorci e suggestioni che, prima fissate nei disegni, poi si trasformavano in incisioni, soprattutto xilografie e litografie. Così disegna le colonne e i prospetti degli antichi templi greci della Sicilia occidentale (Tempio di Segesta, Sicilia, 1932); cartoline di litorali come in Catania (1936) dove la città è vista dal porto con barche a vela appena ormeggiate in un pomeriggio al tramonto, col Duomo dedicato a Sant’Agata a fare da quinta e, sullo sfondo, fra la foschia di nuvole basse, si erge la grande mole dell’Etna fumante.
Un’ampia sezione è dedicata anche alla Calabria con le incisioni che rappresentano il borgo di Scilla con il suo castello arroccato e la “città fantasma” di Pentedattilo. Escher nel suo viaggio i Italia si innamorò della Costiera Amalfitana ed in particolare del bellissimo Duomo di Atrani che riprodusse svariate volte. Quello amalfitano fu per Escher un soggiorno proficuo non solo dal punto di vista artistico, ma anche sotto il profilo amoroso: il 31 marzo 1923, infatti, il pittore incontrò all’Hotel Toro di Ravello Jetta Umiker, il futuro amore dell sua vita.

Questa esposizione ha un qualcosa in più perché racconta appunto anche di un Escher meno noto al grande pubblico, quello dei primi anni di attività, anni, tra l’altro, trascorsi in Italia, vivendo a Roma e viaggiando tra Abruzzi, Lazio, Calabria, Campania, Sicilia: un Escher paesaggista, innamorato delle cittadine italiane arroccate sui dirupi, dei borghi dalle incredibili conformazioni geometrizzanti, un Escher che nella natura scorgeva con stupore la bellezza della regolarità geometrica.

Il percorso espositivo segue lo sguardo dell’intellettuale olandese, mente geniale, fenomenale e a volte ossessiva che ha saputo incrociare discipline apparentemente inconciliabili finendo col fondere con armonia l’arte e la matematica, la natura e la geometria, la fantasia e le leggi dell’ottica.
La mostra, inoltre, offre la possibilità di esplorare mondi simultanei costruiti con elementi percettivi bidimensionali e tridimensionali, assemblati da leggi matematiche e geometriche caratteristiche della sua arte. Diverse le metodologie di fruizione come esperimenti scientifici o supporti didattici che accompagnano i visitatori di ogni età aiutandoli a comprendere la dimensione artistica di un artista poliedrico e geniale che ha sempre goduto di enorme popolarità.

La mostra Escher è promossa dal Comune di Catania, prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con la M.C. Escher Foundation ed è curata da Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea. L’esposizione con oltre 200 opere complessive, è divisa in 8 sezioni: Maurits Cornelis Escher: gli esordi; Escher, l’Italia e la Sicilia; Tassellazione; Metamorfosi; Struttura dello spazio; Paradossi geometrici; Lavori su commissione e Eschermania.
Fonte: Corriere quotidiano – La mostra di Escher a Catania, una selezione inedita e il paesaggista che non ci si aspetta