Ligabue, genio e follia: una mostra a Genova


Arte e follia, un binomio tragico ma estremamente creativo: Antonio Bonfiglio detto Ligabue ne è un esempio eclatante, come mette in luce la bella mostra che Genova dedica a Palazzo Ducale a questo straordinario pittore italiano, che definire naïf è riduttivo, ma che si può inserire a pieno titolo invece, nel filone più complesso dell’Espressionismo.
Sommamente tormentata la vita di Antonio Ligabue nato a Zurigo nel 1899 da Elisabetta Costa e da padre ignoto:  venne riconosciuto ufficialmente dal patrigno Bonfiglio Laccabue, che l’artista odiava, considerandolo l’assassino della madre.
La sua adolescenza è un susseguirsi di difficoltà economiche e affettive che ne minano il fisico e la mente. Ricoverato più volte per crisi nervose emigrò in Emilia Romagna per lavoro nel 1930 e nello scenario del Po cominciò la sua carriera pittorica, che lo assorbì come in un vortice.
“Al Matt”, il matto lo chiamavano nei paesi in cui si aggirava: ma la forza primitiva, formidabile della sua pittura, i suoi quadri di lotte feroci in immaginarie jungle salgariane attirarono l’attenzione di critici come Vincenzo Zanardelli che nel 1963 gli dedicò un’importante mostra a Guastalla, che ne sancì il successo.
Ne godette per poco tempo: Ligabue morì nel 1965. Sono 80 le opere esposte nell’esposizione genovese, prodotta e organizzata da ViDI in collaborazione con il comune di Pavia.che resterà aperta, dalle 10 alle 19, fino al primo luglio di quest’anno: giorno di chiusura, lunedì.
Informazioni: www.genova.it

Fonte: Corriere quotidiano – Ligabue, genio e follia: una mostra a Genova