Perchè non pubblico su carta (elogio dell’ebook)


Ho sempre avuto una passione insana per la scrittura e, ad oggi, ho sempre amato sfogarla su innumerevoli blog: sia di mia proprietà che in modalità guest, sia su argomento tecnologici (quelli che tratto per lavoro) che di cinema, musica e simili. Lascio dire ad altri se valga o meno la pena di leggermi: sono qui per parlare del mezzo utilizzato per la pubblicazione. Cartaceo o ebook? Quale è meglio dei due?

In effetti la pubblicazione sul web, per quanto abbia spesso e volentieri margini di guadagno davvero esigui, è un modo per mostrare ciò che sei, ciò che pensi in modo libero ed autonomo; questo molto tempo prima che esistesse la diffusione sperticata dei social network, che hanno reso un po’ tutti “blogger” e che tendono al riequilibrio delle opinioni. Il web è democratico, anche se ad oggi tende a degenerare in una oclocrazia potenzialmente molto pericolosa e realmente degradante per la cultura in generale.

Un riequilibrio, quello indotto o addirittura imposto dai social, che mi piace pochissimo – non accetterò mai che l’opinione di un economista, ad esempio, possa essere sullo stesso piano di quella della “gente” che scrive su Facebook guidata dal buonsenso o dalle “sensazioni personali”, anche a costo di passare per elitario, anti-democratico e via dicendo – e che tende verso una cosa molto pericolosa quali i feticci. Lontani da qualsiasi allusione sessuale, in questa sede,

Noto da sempre con un certo dispiacere – ma non gliene faccio una colpa, in fondo fa parte del loro lavoro – come moltissime case editrici (a cui ho provato a rivolgermi in passato per pubblicare alcuni miei lavori, e che trovate solo ed esclusivamente su Amazon e su qualche sito torrent, ad oggi e che io sappia) abbiano costruito un vero e proprio culto feticistico per la carta: è molto comune, nel dibattito (anche qui dovrei mettere 3 o 4 “b” di troppo) sul rapporto tra lettori, ebook e cartaceo riscontrarsi nell’opinione per cui l’ebook è freddo e senza cuore, mentre invece il libro è caldo, tuo amico, poi vuoi mettere l’odore della carta?

Stessa cosa che avviene, per intenderci, sui CD musicali, ormai residuato bellico del secolo scorso ma vuoi mettere il booklet, il fascino dell’avere qualcosa di solido invece del freddo MP3? Stessa cosa che avviene con i DVD, stessa cosa che avviene con alcuni tipi di packaging, stessa cosa che avviene con tutti. Il problema di fondo è che gli ebook tendono ad essere convenienti solo per i piccoli autori indipendenti (indie, altra parola abusatissima in questi contesti) e totalmente fuori portata per le case editrici, che sembrano guadagnare (da quanto mi dicono in più sedi) davvero poco o nulla dagli ebook. Ecco perchè hanno costruito un culto quasi elitario, a mio avviso, sulla carta e sull’odore della carta e sui cari vecchi libri di una volta; se non avete mai letto un ebook, io vi suggerisco di procurarvi immediatamente un Kindle. Ve lo consiglio caldamente: superate qualsiasi pregiudizio perchè è facile da usare, è comodo e cambierà il vostro modo di leggere e di intendere la lettura, e soprattutto per chi viaggia molto eviterà di doversi caricare una valigia a parte con la propria biblioteca preferita.

Ad oggi, e non credo che potrò cambiare idea su questo (anche se nella vita hai visto mai…), non mi piace affatto pensare di far parte anche involontaria di questo culto, ed ecco perchè il web tutta la vita, ecco perchè l’ebook. Buona lettura, qualsiasi sia il mezzo che usiate  (articolo di Salvatore Capolupo, ingegnere informatico)

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