Riscoprire Lovecraft, oggi


Lo scrittore di Providence è, da sempre, al centro di dibattiti tra fan del genere e studiosi, e mette a fuoco continue riscoperte sui suoi scritti, sul suo stile di scrittura, sui contenuti dei suoi racconti e sul suo universo più in generale. In più viene proposto in chiavi e contesti differenti (basti pensare alle Lovecraft Tales, versione teatrale lovecraftiana in scena a Roma fino ad ottobre), e la splendida narrazione del suo viaggio in Italia, oggetto del film cult (puramente lovecraftiano sulla figura di Lovecraft, in effetti) Road to L.

L’influenza lovecraftiana sulla letteratura, sul cinema e su parte della musica testimonia a suo modo l’universalità dei temi affrontati dallo scrittore, per cui una rilettura oggi può risultare certamente suggestiva e, come già per il “collega” Poe, tutt’altro che vetusta o noiosa. Un racconto di Lovecraft letto oggi, in effetti, contiene ancora adesso intatta una sensazione di ricerca della modernità del genere: Lovecraft scardina molti dei clichè dell’epoca, ed arriva a concepire un intero universo alternativo popolato da mostri innominabili di cui è meglio non sapere nulla, per gli esseri umani. Topos tipico, quest’ultima, della fantascienza e di decine di b-movie, ma anche – per non dire soprattutto – dell’horror vero, quello in grado di farti sobbalzare sulla sedia. Specialmente quando quest’ultimo sia ricco di elementi fantastici o legati alla fantascienza più bizzarra.

L’aneddotica sulla sua esistenza, tanto bizzarra e tragica quanto a volte malinterpretata o intesa in modo arbitrario, passa per la vena artistica di un uomo solo per gran parte della sua vita, in grado di scrivere il suo primo racconto (non pervenuto fino a noi) “The Noble Eavesdropper” e grande appassionato di Lord Dunsany, inventore della saga di Chtulhu e dell’inquitante pseudobiblium Necronomicon, a cui molte persone si ostinano a credere ancora oggi, nonostante fosse un semplice espediente letterario per rendere verosimili le proprie storie.

Andando a vedere un qualsiasi film horror sovrannaturale o di natura bizzarra (cosa più evidentemente dagli anni ’80 in poi), in effetti, l’influenza lovecraftiana appare molto spesso evidente: il Fulci più visionario, il Carpenter più apocalittico – Il seme della follia del 1995 fu il suo film forse più lovecraftiano in assoluto, senza dimenticare La cosa) fino ad arrivare ad un film molto recente come Autopsy, film terrorizzante quanto essenziale nell’impianto, e nel quale gli echi di un racconto breve come Herbert West, Rianimatore – considerato un capolavoro, quanto considerato poca cosa dall’autore – sembrano più che evidenti, per quanto sia difficile capacitarsi se sia una cosa realmente voluta o un’influenza inconscia citata senza volerlo) devono qualcosa allo scrittore americano. La sua ricerca di un contenuto sempre più originale lo ha portato, anno dopo anno, a diventare un oggetto di culto per schiere sempre più nutrite di appassionati del genere.

Libri di Lovecraft su Amazon

Of Herbert West, who was my friend in college and in after life, I can speak only with extreme terror. This terror is not due altogether to the sinister manner of his recent disappearance, but was engendered by the whole nature of his life-work, and first gained its acute form more than seventeen years ago, when we were in the third year of our course at the Miskatonic University Medical School in Arkham. (H. P. Lovecraft)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *