Salgado a Napoli con 'Genesi', il mondo in 245 foto


Napoli, 17 ott. – Un viaggio durato otto anni e raccontato attraverso 245 immagini. La potenza del bianco e nero per raccontare le origini del mondo e far riflettere sul futuro del nostro pineta. “Genesi” e’ il racconto di Sebastiao Salgado e il grande fotografo documentarista ha impiegato dieci anni per realizzare un progetto nato nel 2003. La mostra occupa due piani del Pan di Napoli, dove sara’ aperta al pubblico fino al 28 gennaio prossimo. E’ un viaggio ideale in cinque sezioni, il Pianeta Sud, i Santuari della Natura, l’Africa, il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanal, che conduce in paesaggi straordinari, in mezzo ad animali selvaggi e tribu’ vergini. Il filo conduttore e’ la bellezza della natura e la fragilita’ di un mondo che puo’ morire se non si assumono comportamenti piu’ rispettosi.
“Io adoro la fotografia – dice Salgado – adoro la luce, adoro la composizione e adoro la possibilita’ di descrivere il mondo con la fotografia. Ma la fotografia non puo’ restare fine a se stessa. Le foto raccontano una storia ma non sono solo lo specchio della societa’, devono restituire alla societa’ cio’ che essa stessa ha offerto e farla comprendere. Per questo il fotografo per essere tale deve essere coerente con la propria storia e avere competenze di scienze sociali e umane…per qualsiasi tipo di fotografia”. Curata da Lelia Wanick Salgado, su un progetto dell’agenzia Contrasto e di Amazonas Images, la mostra nasce dalla collaborazione di Civita Mostre con l’assessorato alla Cultura e al Turismo del comune di Napoli. Una mostra “militante” la definisce il sindaco di Napoli Luigi de Magistris “perche’ attraverso le fotografie – spiega – si possono infiammare i cuori e mettere in moto il pensiero libero e accendere la coscienze di chi e’ ancora un po’ insensibile”. A “Genesi” e’ dedicata anche una pubblicazione con oltre 1000 illustrazioni. “La tecnologia e’ la materializzazione del lavoro dell’uomo”, ricorda Salgado, rievocando la sua formazione di studente di economia e la visione marxista del lavoro umano. “Ho avuto l’opportunita’ di occuparmi di studi sociali prima di arrivare alla fotografia e legare tutta la mia vita attraverso la fotografia alla mia ideologia e alla mia etica”, dice. Con la moglie negli anni ’80 cominciarono un giro del mondo nell’epoca in cui una seconda rivoluzione industriale cambiava con la tecnologia il modo di lavorare, “producendo disoccupazione totale e concentrazione di capitale”, racconta. La base sociale mondiale e’ mutata e “ho pensato di rendere omaggio a questi lavoratori che avevano segnato la storia dell’umanita’. Allora non si parlava di globalizzazione ma lo spostamento dell’industria pesante dall’Europa ai paesi il Brasile, la modificazione e’ stata enorme”.
Fonte: Corriere quotidiano – Salgado a Napoli con ‘Genesi’, il mondo in 245 foto